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E' mancato uno sguardo europeo Stampa E-mail
I tragici attentati terroristici di Parigi pongono alla nostra attenzione aspetti che vorremmo condividere con i lettori di questo giornale e che ci paiono essere stati fin qui poco considerati. Il primo è stato ripreso da Dany Cohn-Bendit, leader storico del Maggio ‘68 e afferma che con l’attacco al giornale si è voluto colpire il diritto alla critica radicale, non tanto all’Islam ma a tutte le religioni ; in sintesi la critica anticlericale verso qualunque istituzione religiosa, che in Francia ha avuto la sua massima espressione a partire dalla Rivoluzione Francese, con la creazione di una società autenticamente laica.Colpendo Charlie si è voluto colpire una voce non solo di libertà , ma di coscienza critica, anche dissacrante, verso tutte le istituzioni del potere comprese quindi le Chiese , tutte le chiese siano cristiane , musulmane, ebraiche o di qualsiasi altro rito, critica espressa con spirito antiautoritario, libertario, radicale, talvolta feroce, contro la cronica incapacità dei decisori politici di costruire democrazie in cui la libertà di coscienza rispetto ai dogmi venga riconosciuta come diritto morale e civile primario; contro la difficoltà a migliorare la condizione umana e femminile in particolare; contro l’incapacità di instaurare il rispetto, la tolleranza e il riconoscimento del pluralismo sia religioso che culturale delle minoranze.

Uno spirito ribelle, quello di Charlie, così poco apprezzato e vissuto nel nostro quotidiano, tanto accondiscendente invece all’ omologazione ipocrita e al conformismo interessato.

Si è voluto colpire il pensiero dissacrante, rappresentato dalla rivista satirica , secondo il principio: colpirne uno per educare noi cento.

L’altro punto di riflessione è la risposta politica che noi cittadini europei non abbiamo saputo dare, non potendosi ritenere “europea”la seppur grande manifestazione di place de la Republique, evento prettamente“francese”.

E’ mancato uno sguardo europeo, unitario, su queste tragiche vicende, non dovendosi dimenticare la sconcia e assassina brutalità antisemita nel negozio kosher. Eppure ciò che è successo in Francia poteva capitare a Roma, a Berlino, ad Amsterdam , a Londra.

Sarebbe stata una grande iniziativa di alto respiro se, anziché proclamare il lutto solo in Francia, si fosse proclamato un lutto europeo, dal Portogallo alla Russia , dalla Turchia ( se si ritiene figlia dei nostri valori ) alla Norvegia, unendo cristiani , musulmani, ebrei , credenti e non credenti sotto una unica "bandiera" di valori condivisi come grande Nazione: l' Europa , in cui noi tutti ci riconosciamo o vogliamo riconoscerci.


Se abbiamo tutti doppia cittadinanza, nazionale ed europea, a Parigi sono stati trucidati dei nostri concittadini, per dei valori che condividiamo, indipendentemente dal fatto che le vignette “blasfeme” ci piacciano o no...

Noi europei siamo figli/e soprattutto dell’Illuminismo, della Rivoluzione francese, dei suoi valori fondanti: Libertè, Egalitè, Fraternitè , e ricordarlo sotto questa luce sarebbe stato importante con la consapevolezza che le "armi razionali" dello stato di diritto sono le uniche che rendono possibile affrontare il terrorismo senza cadere preda di sindromi paranoiche, autoritarie e populiste.

Il motto di Amnesty International si applica anche a questi tragici eventi: “meglio accendere una candela che maledire l’oscurità”.

Noi popolo europeo dobbiamo prendere finalmente coscienza di ciò che siamo e soprattutto di ciò che vorremmo essere.

Ricordiamoci tutti che la libertà di espressione tutela laicamente tutti: atei, musulmani, cristiani. Se tutti, a cominciare dai legislatori, ci impegnassimo a rafforzarla, daremmo la risposta più potente a ogni terrorismo oscurantista. E i dodici caduti di Parigi, senza scordare ovviamente gli altri, non saranno morti invano.

Vive l' Europe, Vive la France ! Vive Charlie!

Valter Morizio - Libertà e Giustizia , zona Ovest Torino

Carlo Zorzi – Associazione culturale La Meridiana Rivoli

kennedy


 

Libertà di espressione!

charlie

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