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La Luna Storta
Frustrazione e Liberazione a Malpensa Stampa E-mail

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Quando gli imenotteri, nel loro piccolo,  si incazzano

 
Facce di bronzo Stampa E-mail

Il bronzo è lo specchio del volto,

Il vino quello della mente



L'infelice inserto pubblicitario pubblicato su "La Stampa" del 25 aprile ci ha fatto ricordare  quanto scrisse Eschilo, il grande drammaturgo greco vissuto tra il 525 e il 456 a.C. Qualcun altro, cinque secoli più tardi, buttò fuori i mercanti dal tempio.

 

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(dal sito Dagospia)

CI SIAMO VENDUTI TUTTO, ANCHE LA RESISTENZA. “LA STAMPA” REGALA AI LETTORI UN SUPPLEMENTO DI 16 PAGINE SULLA LIBERAZIONE, INTRODOTTO DA UN AGILE PREDICOZZO DI MARIOPIO CALABRESI SUL VALORE DELLA MEMORIA COSTRUITA COME SI DEVE


DENTRO SI VIAGGIA AD ALTA QUOTA TRA NORBERTO BOBBIO, JOHNNY RIOTTA IN LODE DEGLI ALLEATI, GIAMPAOLO PANSA E LA SUA GUERRA CIVILE, LA GUIDA AI LUOGHI DA VISITARE E GRAMELLINI CHE INTERVISTA GIANLUIGI GABETTI. TUTTO SENZA PUBBLICITÀ, ECCEZION FATTA PER IL LIBRO DELL'ALDISSIMO CAZZULLO DEDICATO ALLA RESISTENZA PARTIGIANA.


MA NELL’ULTIMA PAGINA, GRAN FINALE ALCOLICO CON LA PUBBLICITÀ DI “RESISTENZA 2007”, IL BAROLO DI BORGOGNO DEDICATO “AL COMANDANTE PAOLO FARINETTI, EROE DELLA RESISTENZA PARTIGIANA”. MORITE DALLA VOGLIA DI SANTIFICARE LA FESTA ASSAGGIANDOLO? LO TROVATE NATURALMENTE DA EATALY, “SOLO PER OGGI”, A BEN CINQUE EURO AL CALICE.

 


 

 
Il nostro Vietnam - Villa Melano Stampa E-mail

da "Lo Spiffero" pubblicato 15 aprile 2015

 

Lo spettro del crack su villa Melano



Un progetto nato dieci anni fa e ancora al palo. Fiumi di denaro pubblico buttati. Doveva costare 13 milioni, ne sono già stati spesi 24. La Regione non vuole spenderci più il becco di un quattrino. Braccio di ferro con l'amministrazione comunale

 

Poche righe in una mail arrivata dalla Regione la sera prima e l’assemblea della  partecipata Villa Melano, che doveva svolgersi ieri per votare il bilancio consuntivo 2014, è saltata. Nulla di che, si dirà. Un banale imprevisto, certamente. Ma anche un intoppo come questo rischia di venire letto, in controluce, non solo come l’ennesimo ritardo che costella l’annoso percorso di recupero e trasformazione dello storico edificio di Rivoli, ma soprattutto come una riflessione in più che in Piazza Castello si sta facendo sul futuro della dimora storica che, accresciuta di due nuove maniche, dovrebbe diventare un albergo a quattro stelle.

 

Costi lievitati a dismisura, anni di attesa, un cantiere che si ferma e che per ripartire e vedere ultimati i lavori entro tre anni ha bisogno ancora di almeno 7 milioni, la metà dei quali deve sborsarli la Regione attraverso FinPiemonte Partecipazioni e Scr (gli altri soci sono il Consorzio cooperative costruzioni con il 29,17%, il Comune di Rivoli con il 17,59 e Alpina Italia spa con il 3,19%). Insomma per la giunta Chiamparino, che sulla necessità di disfarsi di gran parte delle partecipate, cauterizzando le troppe emorragie di denaro, si sta giocando buona parte della propria credibilità, l’ambizioso progetto di Rivoli rischia di diventare un bagno di sangue. Partorito quando sindaco della città era l’attuale consigliere regionale Pd Nino Boeti e al vertice della Regione c’era Enzo Ghigo, il piano di recupero e trasformazione in hotel della dimora eretta nel Seicento per dare ospitalità ai frati cappuccini e trasformata poi, sotto la dominazione napoleonica, in residenza borghese, il cui ultimo padrone di casa, verso la metà dell’Ottocento, è stato quel ricco possidente, il Melano appunto, sembra davvero vittima della maledizione di cui parla la leggenda cresciuta attorno alla villa.

Si narra che lo spirito inquieto e un tantino incazzoso della figlia suicida del signorotto vaghi tra calcinacci e vestigia dell’antico splendore. Uno spettro quello della rampolla che certo inquieta meno Chiamparino di quanto non possano farlo le cifre che sono lievitate negli anni attorno al cantiere. Dai 13 milioni iniziali si è saliti fino a circa 24 e adesso ne servono ancora 7. Non è un mistero che qualcuno abbia ipotizzato di fermare tutto e, abbandonando i sogni di gloria, chiudere i rubinetti. Ma anche in questo caso non si tratterebbe di un’operazione a costo zero. Ad esserne convinto è lo stesso sindaco di Rivoli Franco Dessì che elenca, in sintesi, le voci di spesa nell’eventualità, che egli si augura remota, di un abbandono del progetto: “Innanzitutto ci sarebbero le penali nei confronti degli appaltatori, poi le spese per mettere in sicurezza la struttura, almeno 5 milioni di euro e , non ultimo, si dovrebbe tenere conto dei danni che subirebbe la nostra città per la mancata realizzazione del progetto”. Dessì dice di voler essere ottimista e di non avere “segnali evidenti circa un possibile stop ai lavori”, ma altrettanto si dice convinto che “senza l’arrivo di nuove risorse da parte della Regione e dagli altri soci non sarà possibile proseguire”.

 

Il nodo sta proprio nella volontà di Piazza Castello di aprire o meno i cordoni della borsa. Anche perché il governatore starebbe iniziando a chiedersi se il gioco vale la candela: dopo i 24 milioni già spesi e tutti quelli che, in qualunque caso, ancora andranno messi sul tavolo, Chiamparino ha deciso di vederci chiaro. Così ha commissionato una valutazione della dimora a un docente del Politecnico, attualmente chiusa in un cassetto, secondo la quale il valore complessivo si aggirerebbe intorno ai 15 milioni. Un bell’affare per la Regione! Ma l’amministrazione non molla e avrebbe minacciato azioni legali in assenza di una soluzione condivisa. La presenza e la disponibilità di un gestore “qualificato e di valore” come sottolinea Dessì riferendosi a una società del Gruppo FrancoRosso, che gestirebbe l’hotel versando alla partecipata un canone annuale, dovrebbe essere una garanzia per il rientro dalle energie finanziarie spese. Ma basterà questa prospettiva a far sganciare i sette milioni e mezzo alla Regione? Se un’indicazione dell’attenzione riservata al progetto si dovesse ricavare dal sito della società ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Un potenziale investitore, oggi, leggerebbe questo: “La Società sta ultimando il recupero del complesso. Si può prevedere il termine delle opere, salvo imprevisti, entro il 31.12.2013, fatti salvi ulteriori slittamenti dei tempi in relazione all’andamento dei lavori ed alla disponibilità delle fonti finanziarie”. Siamo nel 2015… E di slittamenti ce ne sono stati ancora. Compreso quello del consiglio di amministrazione di ieri. Solo un caso, forse.

 
Lupi in fabula Stampa E-mail

lupi

 

Se non ci fossero tante pecore, non ci sarebbero tanti lupi.
Arturo Graf, Ecce Homo, 1908

 
Intollerabile, squadristica omofobia subalpina Stampa E-mail

14 marzo 2015. Torino, aggressione omofoba: studente omosessuale picchiato su un bus,  nessuno interviene.

omofobia

Il fascismo è la violenza con la quale si odiano i diversi

 
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