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La Luna Storta
Glli operai iraniani ridotti alla fame Stampa E-mail

I lavoratori di vari settori dello zuccherificio di Haft-Tapeh, compresi quelli del settore agricolo, stanno scioperando dalla mattina di mercoledì 28 Marzo, interrompendo la lavorazione della canna da zucchero. I lavoratori hanno marciato e gridato slogan come “Siamo i lavoratori di Haft-Tapeh. Abbiamo fame!” e altri contro i datori di lavoro affiliati al governo. Hanno mostrato uno striscione che diceva che nel nuovo anno iraniano i lavoratori della Haft-Tapeh non hanno nulla da mangiare.

Protestano contro il mancato pagamento dei loro salari, delle gratifiche e dei bonus. Inoltre protestano contro la divisione dei terreni agricoli tra i vari datori di lavoro filo-governativi, che ha portato a questo saccheggio dei salari dei lavoratori e al licenziamento di 1200 di essi. Hanno chiesto la creazione di un gruppo di lavoro che si occupi dei problemi dei lavoratori. Se gli esponenti del regime e il datore di lavoro non rispetteranno le promesse fatte, i poveri lavoratori dello zuccherificio di Haft-Tapeh saranno costretti a scioperare di nuovo. Tutti i tentativi del Ministero dell'Intelligence e di altri organi repressivi, che con ogni tipo di minaccia e l'arresto dei lavoratori cercano di intimidirli per impedire il diffondersi di questo movimento di protesta, sono falliti ogni volta grazie alla resistenza dei lavoratori.
Lo stesso giorno, la povera gente del villaggio di Tapani, a Sar-Pol Zahab, le cui case sono state completamente distrutte dal terremoto, si è riunita per protestare per quasi quattro mesi di incertezza e la mancanza di un riparo per le famiglie. I manifestanti hanno portato uno striscione che diceva: “Non vogliamo niente! Vogliamo solo la terra per costruire una casa. Abbiamo bisogno di prestiti. Noi, il popolo di Tapani, non abbiamo un riparo!”.

Lunedì 26 Marzo, più di 400 agricoltori di Isfahan est hanno chiesto risposte alle loro richieste presso il ponte Khaju. Questi poveri contadini chiedono di potere accedere all'acqua e il recupero delle colture distrutte nelle città di Isfahan est.
A Rasht, nonostante le pressioni e le minacce del direttore dello stabilimento, dell'Ufficio del Lavoro e del Dipartimento di Polizia, i lavoratori della Iran Poplin Company hanno continuato la loro protesta per il secondo giorno consecutivo, contro l'espulsione di quattro rappresentanti dei lavoratori. Portavano striscioni che dicevano: “O tutti o nessuno!”. A seguito della resistenza dei lavoratori, il regime dei mullah è stato costretto a rilasciare i rappresentanti dei lavoratori arrestati.

Ad Andimeshk, i lavoratori del cementificio Omran Arya hanno organizzato una manifestazione di protesta per chiedere il pagamento di un anno di salari arretrati. Per ordine dei delinquenti che gestiscono quest'azienda, tutti i contratti sono stati ridotti da tre a un mese e salari insignificanti vengono pagati ai lavoratori ogni tre mesi.
Gli slogan contro i leader del regime e i gli organi repressivi continuano. Uno di questi dice: “Le Guardie Rivoluzionarie sono la causa della repressione, della povertà, della siccità e della corruzione in questo paese!”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana


28 Marzo 2018

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Polacchi brava gente? Stampa E-mail

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Il pianto di Ratisbona Stampa E-mail

Ratisbona. L'ennesimo oltraggio. Ora basta!

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Il Perù di Pedro! Stampa E-mail

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Pedro Pablo Kuczynski, presidente del Perù, ha una “ricetta” tutta sua per contrastare la corruzione, fenomeno contro il quale – giura – dedicherà le energie durante il suo mandato per rendere il paese latino americano più moderno, giusto ed egualitario.

Cosa prevede questo approccio? La pena di morte. Civile, si intende. Nel discorso del suo insediamento, nell’estate del 2016, ha sottolineato che «per raggiungere questo obiettivo […] non avrò alcun scrupolo. Chi sbaglia sarà portato davanti alla giustizia, che dovrà essere accuratamente riformata» aggiungendo che è essenziale per il resto della società impegnarsi in questo sforzo e denunciare reati connessi alla corruzione. Transparency International, organizzazione che controlla i livelli del fenomeno in tutto il mondo, ha classificato Perù come 88esimo in una scala da 1 a 168 paesi (l’ultimo è il più corrotto).

Come ricorda l’ex magistrato e giornalista Bruno Tinti sul Fatto Quotidiano, Kuczynski ha pronunciato in tv un discorso che ha lasciato tutti quanti di stucco: «Ho emesso un decreto legislativo che prevede: 1) le imprese condannate per corruzione non potranno mai più contrattare con lo Stato; 2) è prevista la morte civile per i funzionari corrotti che non potranno mai più lavorare per lo Stato; 3) a partire da oggi, tutti i contratti stipulati con lo Stato obbligatoriamente conteranno la clausola anticorruzione che ha la finalità di proteggere gli interessi del nostro Paese; 4) triplicheremo il bilancio delle Procure al fine di investigare e acchiappare i corrotti.

E ancora: 5) abbiamo istituito un fondo che servirà a compensare i funzionari e i cittadini onesti che denunciano i fatti di corruzione. Tutti quelli che ci aiuteranno a identificare e condannare i corrotti saranno premiati e protetti; 6) i miei ministri e io abbiamo comunicato tutte le informazioni sulla nostra situazione patrimoniale alla Commissione per l’Integrità che abbiamo istituito all’inizio del nostro governo. Raccomando a tutte le alte cariche dello Stato di fare lo stesso. 7) Ci assicureremo che le imprese di cui è stata accertata la colpevolezza o verso le quali è stata emessa sentenza per corruzione non possano trasferire risorse economiche fuori del Perù, fino a quando non abbiano pagato tutti i loro debiti verso i lavoratori e i fornitori e non abbiano risarcito i danni cagionati allo Stato peruviano; 8) egualmente queste imprese dovranno chiedere l’autorizzazione allo Stato per vendere i loro beni.

Quello che colpisce è la condanna a morte civile per le imprese coinvolte in fatti di corruzione: mai più lavoreranno con lo Stato. E in Italia? Come fa giustamente notare Tinti, da noi si sta lavorando per licenziare i dipendenti pubblici corrotti. Ma sulle future assunzioni di queste stesse persone nulla si dice. Persino i politici condannati per corruzione si vedono interdetti dai pubblici uffici solo per qualche anno (al massimo 5) salvo poi tornare e ricominciare. Il discorso di Kuczynski raggiunge poi vette altissime quando parla della creazione di un fondo per proteggere e premiare chi denuncerà i corrotti. Inimmaginabile nel nostro Paese. Purtroppo.

 
Chi ama brucia? Stampa E-mail

Ricordate la pubblicità dei biscottini novaresi di una trentina d'anni orsono? Il messaggio pubblitario si riferiva simpaticamente alle calorie da smaltire per restare in linea. Quello che segue invece ci porta in altro piano di valutazione, orribile e orribilmente attuale.

"Tu bruciata perchè lui ti ama troppo" .  Non per bestiale attitudine criminale di chi cosparge la ex fidanzata di benzina e le dà fuoco ma per amore, capito, per amore . Sentita in una trasmissione televisiva del pomeriggio , seguita da centinaia di migliaia di spettatori. Da non credere. Di licenziamento della conduttrice neanche a parlarne.

scarpette

 
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charlie

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